L'endecasillabo: definizione ed esempi L’ endecasillabo è il verso più importante dell'intera poesia lirica italiana e il maggiormente usato in tutta la tradizione nazionale, dalle origini (con Dante Alighieri e Francesco Petrarca) fino alle soglie della versificazione libera novecentesca.
Full Answer
Dove è usato l'endecasillabo?
L'endecasillabo è usato da solo in sequenze di versi sciolti, come nella traduzione dell'Eneide di Annibal Caro e dell'Iliade del Monti, oppure in strofe, soprattutto in terzine come nella Divina Commedia di Dante e in ottave come nell'Orlando furioso dell'Ariosto e nella Gerusalemme liberata del Tasso.
Cosa si parla di endecasillabi sciolti?
Si parla di endecasillabi sciolti (o semplicemente di sciolti, o versi sciolti) a proposito di componimenti, o di loro parti (per es. in molta poesia teatrale), in soli endecasillabi non legati da rime (o con rime possibili solo a grande distanza le une dalle altre e senza riconoscibile nesso).
Cosa è un endecasillabo bisdrucciolo?
Un endecasillabo bisdrucciolo, composto da tredici sillabe, in cui l'accento cade sulla quartultima, sarebbe così: «Se cadrò combattendo, amico, vendicami!»
Quali sono i temi del decasillabo?
Videolezione "I temi del "Decameron" di Boccaccio: Fortuna, Amore e Ingegno". Per endecasillabo si intende un verso, tendenzialmente di undici sillabe (il nome deriva dal greco éndeka, "undici"), che abbia come ultima sillaba tonica (e cioè, accentata) la decima.
Le origini
Non è escluso, come già ipotizzava Pietro Bembo, che all'origine dell'endecasillabo ci siano influenze provenzali e, come trova il critico Francesco D'Ovidio esistono «affinità con il décasyllabe, una derivazione dall' endecasillabo saffico attraverso la poesia mediolatina con la mediazione del trimetro giambico ».
Endecasillabi comuni (piani, tronchi e sdruccioli)
Contrariamente a quanto si potrebbe dedurre dal nome, è bene chiarire subito che la nota distintiva dell'endecasillabo non è il numero effettivo di sillabe, bensì il fatto che in tutti i casi l'accento dell'ultima parola del verso cada sempre sulla decima sillaba (da qui in poi segnata in verde).
Endecasillabi "a maiore" e "a minore"
Per motivi legati alla sua genesi (l'endecasillabo nasce infatti dalla fusione di un Quinario e di un Settenario [ senza fonte]) e formalizzati già da Pietro Bembo, l'endecasillabo "canonico" prevede un accento secondario sulla quarta o sulla sesta sede; nel primo caso l'endecasillabo si definisce a minore (ed il primo emistichio equivale ad un quinario ), nel secondo caso si definisce a maiore (ed il primo emistichio equivale ad un settenario )..
Accenti e ritmo
Come in una composizione musicale, il ritmo è una delle componenti fondamentali da cui deriva l'armonia musicale che caratterizza il verso. Data la ricchezza ritmica non esiste una classificazione universalmente riconosciuta che riesca a categorizzare tutti i tipi di ritmi che si possono dare ad un endecasillabo.
La cesura
Il punto che separa i due emistichi si definisce cesura (dal latino caedo = taglio). Se la cesura è particolarmente forte spezza il verso in due parti, ma mai una parola a metà .
Endecasillabi non canonici
Esistono poi una serie di endecasillabi considerati "errati" dai teorici. [ senza fonte] Non sono ammessi nella poesia classica tutti quei tipi di versi dove non è possibile riconoscere i due emistichi principali del quinario e del settenario; che abbiano cioè sia la quarta che la sesta sede atone.
Panoramica
Collegamenti esterni
- Dal punto di vista dell’uso, assoluto o in combinazione con altri versi, nelle principali forme metriche della tradizione italiana, l’endecasillabo è il verso unico di numerose forme liriche e narrative, come il ➔ (nella sua forma canonica), la ➔ e l’➔ , e il verso nobile di numerose altre forme, quali la ➔ e la ➔ , nelle quali può – anche se non n...
Le origini
Accenti e ritmo
Endecasillabi non comuni
• endecasillabo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• ENDECASILLABO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• endecasillabo, in Enciclopedia dell'italiano, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010-2011.
Forme poetiche in endecasillabi
Non è escluso, come già ipotizzava Pietro Bembo, che all'origine dell'endecasillabo ci siano influenze provenzali e, come trova il critico Francesco D'Ovidio esistono «affinità con il décasyllabe, una derivazione dall'endecasillabo saffico attraverso la poesia mediolatina con la mediazione del trimetro giambico».
Metrica classica
Come in una composizione musicale, il ritmo è una delle componenti fondamentali da cui deriva l'armonia musicale che caratterizza il verso. Data la ricchezza ritmica non esiste una classificazione universalmente riconosciuta che riesca a categorizzare tutti i tipi di ritmi che si possono dare ad un endecasillabo. Tuttavia, prendendo a prestito una terminologia proveniente dal…
Bibliografia
Esistono una serie di endecasillabi "insoliti" che sono considerati canonici pur essendone al limite.
• La cesura epica
Un tipo di cesura molto particolare è la cesura epica reintrodotta da Giovanni Pascoli per i suoi endecasillabi epici nell'800 sul calco del decasillabo francese.